Mountaineering

Altre montagne in Italia

Oltre l'Ossola e le Dolomiti — le altre montagne italiane che ho imparato ad amare.

Sono cresciuto nella pianura padana piemontese, con le Alpi a fare da corona sull’orizzonte, sempre visibili eppure lontane. Le montagne che conosco meglio sono naturalmente quelle più vicine a casa: oltre all’Ossola, la mia valle del cuore, c’è la Valsesia, qualche puntata nel Biellese, la Valle d’Aosta, e dall’altra parte del Ticino le montagne del Comasco e la Valsassina, sopra Lecco.

Negli ultimi anni, lasciando un po’ da parte le Dolomiti, ho iniziato ad allargare il raggio verso montagne più lontane da casa ma altrettanto belle: le Alpi Liguri e i suoi sentieri vista mare, il Monviso con la sua forma perfetta, la Valtellina, dove le Alpi Retiche mostrano il loro volto più aspro. Ho provato anche l’Appennino, sulle Alpi Apuane e sul Gran Sasso, ma non ho ritrovato le stesse emozioni che mi danno le Alpi, forse per il clima, per l’atmosfera, per quel verde intenso che sulle Alpi d’estate accompagna ogni passo, contro la vegetazione più rada e secca che spesso trovo sull’Appennino.

Alla fine, ciò che amo della montagna è la grandiosità dei paesaggi, la solitudine, la fatica, il piacere di stare immersi nella natura. Una valle può piacermi più di un’altra, una cima toccarmi più di un’altra, ma tutti i luoghi di montagna sono uniti da un filo invisibile in cui ritrovo sempre le stesse emozioni.

La mappa dei luoghi

  1. 1 Montagne del Comasco
  2. 2 Alpi Liguri (Finalese)
  3. 3 Val Masino
  4. 4 Parco Nazionale del Gran Sasso
  5. 5 Valsassina
  6. 6 Alpi Biellesi
  7. 7 Gran Paradiso, Cogne
  8. 8 Valsesia
  9. 9 Valle d'Aosta, Valle di Champorcher
  10. 10 Prealpi lecchesi
  11. 11 Valle di Gressoney
  12. 12 Valle del Cervino
  13. 13 Valpelline

Fotografie

1 Montagne del Comasco

Montagne del Comasco, vista dal Monte Crocione.
Montagne del Comasco, vista dal Monte Crocione.

Per raggiungere le montagne del Comasco bisogna attraversare i paesi che si susseguono lungo il ramo nord del lago di Como, per poi, a un certo punto, inerpicarsi sulle strade che risalgono le ripide montagne sulla destra orografica del lago. Venendo dai paesi glamour sul lago, fatti di ville e alberghi di lusso, trovarsi davanti una montagna così rustica sorprende un po', all'inizio. Siamo al confine con la Svizzera, e molti percorsi permettono di camminare vedendo da un lato il lago di Lugano e dall'altro il lago di Como. Sono montagne abbastanza basse, spesso sotto i duemila metri, ma molti sentieri permettono di camminare lungo ampi fili di cresta che, nonostante la quota, offrono stupendi panorami a trecentosessanta gradi. Purtroppo, durante la stagione estiva, queste montagne diventano quasi inaccessibili a causa del traffico lungo lago. Nelle mezze stagioni, invece, marzo, aprile oppure ottobre, novembre, sono perfette: quando l'alta montagna è ancora in bilico tra la stagione invernale e quella estiva, queste passeggiate di media montagna regalano grande soddisfazione.

2 Alpi Liguri (Finalese)

Non amo venire in Liguria per il mare: la costa è troppo antropizzata, trovare parcheggio è difficile, il traffico è sempre impazzito. Le sue montagne, però, offrono qualcosa di magico. Sono spesso facilmente accessibili e permettono di camminare di frequente vista mare: il connubio tra mare e montagna è qualcosa di impagabile. Ci vengo sovente appena dopo la stagione invernale, quando le prime belle giornate fanno venire voglia d'estate. Il Finalese, in particolare, ha una vocazione montanara davvero sorprendente: lo si intuisce dall'alta concentrazione di negozi di attrezzatura tecnica da montagna.

Montagne del Finalese. Vista lungo il sentiero Balcone sul Mare.
Montagne del Finalese. Vista lungo il sentiero Balcone sul Mare.
Montagne del Finalese. Vista sulla Baia dei Saraceni dal Sentiero del Pellegrino.
Montagne del Finalese. Vista sulla Baia dei Saraceni dal Sentiero del Pellegrino.

3 Val Masino

È un posto che ho snobbato per tanti anni. Troppo lontana per andarci in giornata, troppo vicina per passarci più giorni. Ed è un peccato, perché è una valle che ha tanto da offrire. Scorci stupendi, come quello del Monte Disgrazia e altre montagne, e poi la Val di Mello, anche detta lo Yosemite italiano. O forse si dovrebbe dire che Yosemite è la Val di Mello americana. Si tratta di una valle facilmente accessibile, e questo purtroppo comporta un certo sovraffollamento. Tuttavia è un posto davvero incredibile, che in tanti momenti ricorda proprio lo Yosemite. Il sentiero di fondovalle è parecchio affollato: i prati sono ampi e bellissimi, e tantissime persone salgono solo per un po' di fresco e un picnic al cospetto di montagne altissime. Risalendo la valle, in fondo si trova la ripida salita verso l'Alpe Pioda, e di colpo il sovraffollamento sparisce. Qualche gitante ci prova, ma si arrende quasi subito. La salita è breve, ma davvero ripida, e porta a un altro pianoro incredibile, sotto pareti granitiche impressionanti. Poco prima dell'arrivo, un punto panoramico permette di ammirare l'intera valle dall'alto. Non ci sono mai stato in autunno: deve essere uno spettacolo.

Val di Mello, specchi d'acqua sotto il Monte Disgrazia e il Monte Pioda.
Val di Mello, specchi d'acqua sotto il Monte Disgrazia e il Monte Pioda.
Val di Mello, vista dal punto panoramico sul sentiero verso l'Alpe Pioda.
Val di Mello, vista dal punto panoramico sul sentiero verso l'Alpe Pioda.

4 Parco Nazionale del Gran Sasso

Corno Grande da Prati di Tivo.
Corno Grande da Prati di Tivo.

L'unica volta che sono stato al Gran Sasso era Ferragosto, e il primo impatto è stato decisamente negativo. Mi aveva accolto un affollamento inusuale per una località di montagna: gitanti, gente che scorrazzava, musica ad alto volume. Faceva caldissimo, non pioveva da settimane e tutto era secco. La quota, di tutto rispetto, mi aveva fatto immaginare paesaggi e architetture da Alpi, ma anche i paesi del Gran Sasso non mi sono piaciuti esteticamente, e non mi hanno restituito minimamente l'atmosfera di montagna. Anche la frequentazione dei sentieri è strana: se esci la mattina presto incroci rocciatori attrezzati di tutto punto, ma durante il giorno condividi i sentieri normali con gitanti in sandali, senza nessuna esperienza di montagna, tutto improvvisato. Ed è un peccato, perché il Gran Sasso, con il Corno Grande, è davvero bello da vedere. Tutto quello che c'è intorno mi ha lasciato un po' di amarezza, e anche le altre località del parco, come Campo Imperatore, non mi hanno impressionato particolarmente. Da un punto di vista di montagna sono rimasto deluso. Sono comunque contento di esserci stato, e suggerirei una visita almeno una volta nella vita, ma personalmente non ci tornerei.

5 Valsassina

Valsassina, Grigna Settentrionale, Porta di Prada.
Valsassina, Grigna Settentrionale, Porta di Prada.

La Valsassina è un posto insospettabile. Venendo da sud, ci si accede attraversando Lecco: si entra in una lunga galleria venendo dalla pianura, e improvvisamente si sbuca in tutt'altro mondo. È una valle molto conosciuta dai milanesi, ma praticamente sconosciuta appena ci si allontana dall'hinterland di Milano. È fatta di montagne mitiche, come il Legnone e le Grigne, oltre al Resegone, che pur non trovandosi propriamente in Valsassina, è lì vicino. Le Grigne, in particolare, hanno una bellezza che richiama molto da vicino le Dolomiti: guglie, pareti ripide. Le montagne non sono altissime, ma la difficoltà dei sentieri è tutt'altro che da sottovalutare, e riescono a dare grandi soddisfazioni, spesso con vista lago, un plus non da sottovalutare. Purtroppo, come altre montagne intorno al lago di Como, soffrono di un problema di viabilità, soprattutto nelle belle giornate di sole, quando le vie d'accesso vanno condivise con i gitanti del lago.

6 Alpi Biellesi

Valle Cervo, Selle di Rosazza, rifugio Madonna della Neve.
Valle Cervo, Selle di Rosazza, rifugio Madonna della Neve.

Le montagne del Biellese sono relativamente sconosciute, schiacciate tra la Valle d'Aosta e la Valsesia. Il posto più famoso della zona è l'Oasi Zegna, un piccolo paradiso creato da un filantropo in media montagna. C'è perfino una stazione sciistica, Bielmonte, neanche tanto piccola ma poco conosciuta al di fuori dei locali. C'è il famoso Santuario di Oropa, sotto il Monte Camino, che in quella zona separa il Piemonte dalla Valle d'Aosta. E poi la Valle Cervo e tante altre località. Sono montagne da scoprire, con tanta buona volontà, perché da sole non fanno nulla per attirare i visitatori al loro cospetto, ma a volte un po' di buona volontà riesce a regalare grandi soddisfazioni.

7 Gran Paradiso, Cogne

Vista da Gimillan, il balcone sopra Cogne.
Vista da Gimillan, il balcone sopra Cogne.

Cogne è una perla al centro della Valle d'Aosta. Purtroppo è diventata più famosa per fatti di cronaca nera, che ne hanno un po' offuscato l'immagine. È un microcosmo interessante, un posto turistico anche di un certo livello, ma che ha saputo conservare un'autenticità tutta sua: piatti tipici, un'architettura tipica, una piccola economia che va oltre il puro turismo. È il punto di partenza per le escursioni estive sul Gran Paradiso, per lo sci di fondo invernale e per le arrampicate su cascate di ghiaccio. Si parla da anni di estendere il comprensorio da sci alpino collegandolo con quello di Pila. Io spero ancora che non accada: snaturerebbe la bellezza del luogo.

8 Valsesia

La Valsesia è una valle lunghissima, che nasce poco a nord di Novara dove la pianura si fa collina, e risalendo verso nord le montagne si fanno via via più alte e più severe. Da Varallo in su iniziano le montagne vere, e da lì si apre un mondo fatto di valli laterali che si susseguono una dopo l'altra, ognuna con il suo carattere, ognuna da scoprire. In cima alla valle si trova Alagna, un borgo Walser di rara bellezza, che ha saputo conservare un'architettura splendida e un'autenticità tutta sua, nonostante il collegamento con il comprensorio Monterosa Ski abbia elevato sensibilmente gli standard ricettivi e i prezzi. La Val Vogna, la Valle d'Otro con le sue splendide borgate Walser, il vallone di Bors che si estende verso sua maestà il Monte Rosa, i rifugi d'alta quota che conducono fino alla Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d'Europa, sulla Punta Gnifetti, l'Alpe di Mera, la conca di Meggiana con il suo Monte Bo, e non dimentichiamo la Val Sermenza, con Carcoforo a farne da capoluogo. Ci si potrebbe passare un mese intero in Valsesia, e trovare ogni giorno una valle, un'alpe, un sentiero diverso.

Alpe Pizzo, conca di Meggiana.
Alpe Pizzo, conca di Meggiana.
Val Vogna, Alpe Larecchio.
Val Vogna, Alpe Larecchio.
Valle d'Otro.
Valle d'Otro.

9 Valle d'Aosta, Valle di Champorcher

Valle di Champorcher, Lago Miserin, santuario e rifugio.
Valle di Champorcher, Lago Miserin, santuario e rifugio.

La Valle di Champorcher è una delle prime valli che si incontrano venendo da sud in Valle d'Aosta, ma resta un po' in secondo piano rispetto alle valli più famose ai piedi del Cervino e del Monte Rosa. Forse è proprio questo che le ha permesso di conservare una sua unicità, anche se non è mai riuscita a fare breccia nel mio cuore. Numerose sono le opportunità di escursione, anche molto diverse tra loro. Interessanti anche i rifugi, e in generale tutto ciò che si trova all'interno del Parco del Mont Avic: il rifugio Barbustel con la sua conca punteggiata di laghetti, il rifugio Miserin con il suo santuario e il lago, e il rifugio Dondena, ex casa di caccia dei Savoia con il suo carico di storia.

10 Prealpi lecchesi

Il monte Due Mani davanti alla Grigna Settentrionale.
Il monte Due Mani davanti alla Grigna Settentrionale.

Le Prealpi lecchesi sono in realtà indistinguibili dalla Valsassina, di cui rappresentano la cornice. La montagna simbolo di queste vette è il Resegone, di manzoniana memoria. Non sono montagne alte, ma essendo a ridosso della pianura sono estremamente panoramiche. Il Monte Due Mani, raggiungibile con soli cinquecento metri di dislivello da Forcella di Olino, offre una vista che spazia sul Resegone, sulle Grigne, sui cosiddetti zucchi, come vengono chiamate le cime da queste parti, sulla Brianza e sulla pianura sottostante. Essendo quote più basse, sono montagne godibili anche in autunno inoltrato, quando i colori si fanno più caldi e il traffico della sottostante Lecco si fa meno asfissiante.

11 Valle di Gressoney

La Valle di Gressoney è la prima valle del Monte Rosa lato Valle d'Aosta. È una valle estremamente sfruttata dal punto di vista sciistico, collegata sia con la Val d'Ayas, in Val d'Aosta, che con la Valsesia, in Piemonte. Eppure ha saputo mantenere una sua impronta autentica. È una valle Walser, e le testimonianze di questa cultura si possono vedere un po' ovunque, soprattutto allontanandosi dai villaggi più turistici, come ad Alpenzù, sulla destra orografica della valle, dove sorge anche un rifugio molto carino. A fondovalle scorre il torrente Lys, e memorabile è la salita alle sue sorgenti, dove si può ammirare il ghiacciaio dal cui scioglimento il fiume ha origine. La valle è ricoperta di larici, che in autunno danno il loro meglio.

Valle del Lys dal sentiero per le sue sorgenti.
Valle del Lys dal sentiero per le sue sorgenti.
Valle di Gressoney. Larici d'autunno.
Valle di Gressoney. Larici d'autunno.

12 Valle del Cervino

Il Cervino dal sentiero La Magdeleine, Chamois.
Il Cervino dal sentiero La Magdeleine, Chamois.

Il Cervino è una delle montagne con la forma più iconica al mondo, la classica montagna che si disegna da bambini. È anche una montagna estremamente sfruttata dal punto di vista sciistico, forse troppo: le sue pendici sono letteralmente tappezzate di impianti. Visto da lontano, forse, è il modo migliore per ammirarne la bellezza. Numerosi centri minori rispetto a Valtournenche o Cervinia conservano un po' più di autenticità. A milleottocento metri, raggiungibile solo in funivia, sorge Chamois, un borgo delizioso, senza auto, con scorci meravigliosi sul Cervino e belle passeggiate, soprattutto d'inverno, quando è molto piacevole la ciaspolata da La Magdeleine. La montagna così violentata dallo sfruttamento sciistico, invece, d'estate tende a tenermi lontano.

13 Valpelline

La Valpelline è uno dei luoghi più autentici della Valle d'Aosta. Lontana dai chiassosi comprensori sciistici, è una valle fatta di natura semplice, con rifugi d'alta quota e montagne stupende. Se si cercano montagne non oltraggiate da impianti in ogni dove, come purtroppo spesso si vede in Valle d'Aosta, la Valpelline è il posto giusto. Purtroppo d'inverno i rifugi sono tutti chiusi, ed è un peccato, perché è proprio la stagione in cui la valle offre il massimo.

Valpelline, Ollomont, Conca di By.
Valpelline, Ollomont, Conca di By.
Valpelline, Lago di Place Moulin.
Valpelline, Lago di Place Moulin.